Marta in poche parole: una vera passione per il disegno e un atteggiamento positivo nell’affrontare nuovi progetti.

Marta Cortese è una textile e surface designer che realizza a mano guardando al futuro con ottimismo e determinazione.

 

La creazione dei soggetti naturali e botanici parte da uno studio dei trend associato a uno sviluppato senso estetico, che l’ha sempre accompagnata, fin dai suoi esordi nel campo del disegno tessile. Non mancano, tra le sue proposte, disegni popolati da animali (poco) feroci, geometrie organiche e addirittura donne con il cappello. 

 

Con lo stesso entusiasmo affronta la progettazione di disegni su commissione, lavorando a stretto contatto con i suoi clienti, ascoltando e analizzando le loro necessità, sviluppando idee originali in base al brief e assicurando la medesima qualità e creatività che mette in tutti i suoi progetti. Disegni pensati per essere applicati al mondo della moda e dell’arredo d’interni

 

I suoi progetti sono in grado di soddisfare le esigenze di grandi brand internazionali così come di brand emergenti e progetti artigianali che Marta dedica allo sviluppo di ciascun motivo molte ore di lavoro, durante le quali disegna a mano su carta di cotone, utilizzando diverse tecniche artistiche, in maniera tradizionale, così come in maniera inedita.

 

Il disegno a mano viene sviluppato in questa fase in modo accurato, definendone tutti i dettagli; viene quindi scansionato e rielaborato in digitale, per permettere a Marta di costruire il motivo con studio del rapporto e di declinarlo in due varianti cromatiche, una chiara e una scura.

Sono cresciuta in un paesino dove c’era poco da fare, così il mio passatempo era disegnare, dipingere – rigorosamente en plein air – ogni estate mi specializzavo in una tecnica diversa: in realtà facevo grandi pasticci, ma ho provato ogni sorta di colore.
Sono passata dai colori per il vetro ai colori per la ceramica, dai pennarelli agli acrilici.
Erano tutti raccolti dentro una scatola di legno, che inizialmente conteneva del buon vino. Io l’avevo decorata e sopra ci avevo scritto: “I miei colori”.

Marta Cortese vive e lavora a Torino, in Italia; è nata e cresciuta ad Asti, tra le colline del Monferrato.

Architetto per formazione, ha scelto di non praticare la professione, ma di seguire la sua attitudine verso un mestiere creativo, in cui potersi esprimere più liberamente: ha iniziato quindi ad esplorare il mondo della comunicazione visiva, ha scoperto così la tipografia, la calligrafia, l’illustrazione e ha capito qual era il modo migliore per esprimere e unire la grande immaginazione creativa e l’innata consapevolezza estetica.

Dal 2015 si occupa in modo professionale di textile design, nel 2017 ha co-fondato lo studio nerodiseppia, attualmente non più attivo; nel 2020 ha scelto di proseguire in autonomia la sua attività di designer, firmando con il suo nome i disegni che realizza e seguendo più da vicino i propri clienti, con servizi studiati ad hoc.

In parallelo alla sua attività lavorativa, Marta ama dedicarsi alla calligrafia sperimentale, una variante che si avvicina al puro segno, fino all’astrazione completa della lettera; elabora ulteriormente le sue tavole calligrafiche, attraverso pieghe, tagli e rilegatura, e le trasforma in libri-scultura che si possono aprire e scoprire in tanti modi diversi, lasciandosi trasportare dal flusso creativo.

Questa pratica le permette di sperimentare con una tecnica manuale in grado di donarle una grande spinta creativa, che poi trasferisce anche nel suo lavoro quotidiano.

A Marta piace: viaggiare con lo zaino; fare lunghe passeggiate con il suo cane Corinna; passare le serate in compagnia di amici e di una buona bottiglia di vino rosso; visitare mostre d’arte; andare al cinema; lavorare la ceramica al tornio; fare binge-watching; mangiare grandi quantità di pasta; ascoltare musica elettronica, ma anche i cantautori italiani che mi ricordano i miei genitori (come Dalla e De Andrè); il trekking in montagna; parlare, le piace moltissimo parlare.

A Marta non piace: fare sport; avere gli amici lontani; dormire in hotel; guardare film fantasy; il cibo troppo speziato; la spiaggia con il lettino – è una vera punizione; il finocchio bollito; le scarpe bagnate; la pioggia; il freddo; gli occhiali appannati; lottare con la tecnologia; le battute pesanti; i collant; i menu impaginati male; guardare le foto sullo schermo della tv; le persone che parlano senza lasciarti mai intervenire.